17 Ott 2024

Voltura o subentro? Guida rapida per gestire le utenze luce e gas

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Quando si affronta la gestione delle utenze di luce e gas, è importante distinguere tra voltura e subentro, spesso, infatti i due termini vengono utilizzati indifferentemente, ma in realtà indicano due operazioni differenti, che rispondono ad esigenze distinte. In questo articolo, analizzeremo queste procedure, spiegando quando è necessario ricorrere all’una o all’altra e quali sono le caratteristiche principali di ciascuna.

Cosa si intende per voltura e quando è necessaria

La voltura consiste nel cambiare l’intestatario di un contratto di fornitura attivo, senza interrompere l’erogazione del servizio. In altre parole, l’unica modifica sarà il nome del titolare, mentre i parametri contrattuali e la continuità della fornitura restano invariati. Va precisato che, per le utenze luce, possiamo distinguere tra voltura interna con la quale si modifica l’intestatario del contratto e non il fornitore, e voltura standard, che prevede invece anche il cambio di fornitore.

Si ricorre alla voltura:

– si affitta o si acquista un immobile con utenze già attive e si desidera intestare il contratto a proprio nome.

– si eredita una proprietà e si intende trasferire la titolarità delle utenze al nuovo proprietario.

I principali vantaggi della voltura sono la continuità del servizio e tempi di esecuzione più rapidi rispetto al subentro. Il processo infatti richiede in media dai 5 ai 7 giorni lavorativi con costi che variano a seconda del fornitore e delle condizioni contrattuali.

Che cos’è il subentro e quando serve

Il subentro riguarda invece la riattivazione di un’utenza precedentemente disattivata. Questa operazione è necessaria quando l’immobile ha un contatore installato, ma il contratto è cessato e l’erogazione di luce o gas è stata sospesa oppure, anche in presenza di un contatore che però non è mai stato attivato. Con il subentro si attiva quindi un nuovo contratto per ripristinare l’erogazione dei servizi.

Si ricorre al subentro nei seguenti casi:

– acquisto di un immobile rimasto disabitato per un certo periodo, con contatore presente ma fornitura interrotta

– riattivazione di utenze che erano state disattivate volontariamente dal precedente proprietario o inquilino

A differenza della voltura, il subentro richiede tempistiche leggermente più lunghe, in media dai 7 ai 12 giorni lavorativi

Anche i costi possono essere superiori, poiché possono includere eventuali spese di riattivazione e controlli tecnici, specialmente per il gas

Differenze principali fra voltura e subentro

Le differenze principali tra voltura e subentro possono essere riassunte nei seguenti punti:

1. Stato del contratto:

   – La voltura implica la modifica del titolare di un contratto esistente e attivo.

   – Il subentro comporta l’attivazione di un nuovo contratto su un’utenza disattivata.

2. Tempistiche:

   – La voltura viene completata in circa 5-7 giorni lavorativi.

   – Il subentro richiede tra i 7 e i 12 giorni

3. Costi:

   – La voltura prevede costi ridotti, essenzialmente amministrativi.

   – Il subentro può avere costi più elevati se in presenza di eventuali morosità

4. Documentazione

Che tu scelga la voltura o il subentro, è importante preparare in anticipo tutta la documentazione necessaria. Questo ti aiuterà a velocizzare l’intera procedura e a evitare intoppi.

Ma quali sono i documenti di cui hai bisogno?

Per la Voltura, avrai bisogno di:

  • Documento d’identità e codice fiscale del nuovo intestatario.
  • Dati anagrafici e codice fiscale del precedente intestatario (se disponibili).
  • Codice POD (per l’energia elettrica) o PDR (per il gas), facilmente reperibili sulla bolletta precedente. Questi codici sono fondamentali per identificare in modo univoco la fornitura.
  • IBAN per l’addebito automatico delle bollette (facoltativo, in caso di domiciliazione bancaria).

Per il Subentro, dovrai presentare:

  • Documento d’identità e codice fiscale dell’intestatario del nuovo contratto.
  • Codice POD o PDR, presenti sulla targhetta del contatore o sui documenti tecnici.
  • IBAN per l’addebito automatico delle bollette (se si opta per la domiciliazione bancaria).
  • Recapito telefonico e indirizzo e-mail per facilitare le comunicazioni con il fornitore.

Quando scegliere la voltura e quando il subentro

La scelta tra voltura e subentro dipende dallo stato delle utenze nell’immobile e dalle necessità dell’utente. Ecco alcune linee guida per orientarti nella scelta:

– Opta per la voltura se l’immobile ha già le utenze attive e desideri semplicemente cambiare il nome dell’intestatario, evitando interruzioni del servizio.

– Scegli il subentro se le utenze sono state disattivate e desideri attivarle con un nuovo contratto.

E ricorda…

Se stai valutando di cambiare fornitore di luce e gas, considera queste regole pratiche:

– Per le forniture di gas, se l’immobile ha già un contratto attivo, sarà necessario richiedere prima la voltura con l’attuale fornitore. Solo successivamente potrai passare a un nuovo gestore, scegliendo liberamente quello più conveniente per te. Per le forniture luce, invece, è possibile cambiare contestualmente sia il fornitore che l’intestatario del contratto.

– Se invece il contatore è stato rimosso o l’erogazione di luce e gas è stata interrotta con sigilli, sarà indispensabile richiedere il subentro. In questa situazione, non essendo presente un contratto attivo, potrai scegliere sin da subito il fornitore e la tariffa più adatta alle tue esigenze.

Per ulteriori approfondimenti e consigli su come gestire al meglio le forniture di luce e gas, visita il nostro blog dove troverai guide dettagliate, aggiornamenti e suggerimenti per ottimizzare la tua esperienza con le utenze domestiche.

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